Archive | Come smettere

alcolismo

Quando l’alcol rende schiavi

Posted on 30 maggio 2011 by admin

«Il coraggio e la ripresa», recitava così il titolo del convegno voluto e organizzato dall’Acat Langhirano, Associazione Clubs alcolisti in trattamento, in collaborazione con Comune di Langhirano, Provincia, Comunità montana Unione Comuni Parma Est, Ausl, Sert che si è svolto nei giorni scorsi a Langhirano al Teatro Aurora.

Una giornata speciale che ha riunito quasi 200 persone tra i soci emiliano-romagnoli e i loro famigliari, utile per offrire esempi di riscatto e speranza, per invitare a lasciare abitudini insane e pericolose che spesso finiscono per sconvolgere l’equilibrio della persona e del suo contesto famigliare e sociale. Si è parlato di dipendenze, di ricadute, di forza e di libertà. All’appuntamento hanno voluto presenziare autorità, medici e tecnici: Giuseppe Nardini, Roberto Simoni, Stefano Bovis, Giordano Bricoli, Marcella Saccani, Massimo Fabi, Rita Cavazzini, Giuliano Giucastro, Cristiana Di Gennaro; a moderare l’incontro Rocco Caccavari. Il «coraggio»: per programmare e iniziare un nuovo cammino pulito. E la «ripresa»: come una nuova luce, dopo il buio triste di un cammino assente, vuoto e pericoloso.

Il cuore della giornata è stato senz’altro rappresentato dalle numerose testimonianze che i presenti hanno condiviso. L’alcol come traditore, che prima seduce e pare alleggerire la vita e poi distrugge e getta nella disperazione. Dai racconti di chi si è liberato dall’impietoso aguzzino emergono elementi ricorrenti: la bottiglia che allontana dai figli, il bicchiere che manda in tilt la capacità di comprendere il mondo e se stessi, il torpore della ragione e l’incapacità di mantenere rapporti con amici e famigliari.

«All’inizio ti illudi di poter smettere quando vuoi – ha spiegato un ragazzo -. Non è così. Quando ci si accorge di avere un problema di dipendenza da soli non si riesce a risolverlo. L’Acat è stato e continua a essere un luogo in cui ritrovare insieme la forza».

«Non ho mai provato vergogna per il mio problema – ha raccontato una donna -. L’unica preoccupazione era quella di venirne fuori. Con l’aiuto del club mi sono riscoperta forte e mi è tornata la voglia di fare». In alcune realtà bere vino fa parte del quotidiano vivere, ma spesso da abitudine si trasforma in dipendenza. «Io vengo da una famiglia contadina – ha spiegato un uomo -. La nostra colazione era: caffè d’orzo, vino rosso, pane e zucchero. Il vino si beveva a merenda, a pranzo, a cena. E’ quasi una cultura. Ma un giorno mi sono accorto che bevevo decisamente troppo». Tanti anche i giovani che, anziché bere ogni giorno, esagerano nel fine settimana e lentamente si perdono.

«Io bevevo nei weekend – ha ammesso un ragazzo -. Non potevo continuare così. Parlare con chi ha avuto i miei stessi problemi è stato fondamentale. Continuo a frequentare ancora il gruppo di Langhirano, nonostante il mio problema sia risolto. Ci vado perché sento che mi fa bene e per recuperare il mio benessere». Ogni storia aggiunge qualcosa di utile in più agli altri per trovare la forza di uscire dal problema, come quella di un altro uomo che ha confidato: «Come gratifica personale, ogni sera, prendo 10 euro e li butto dietro l’armadio della mia camera invece di andarli a bere. Sono sicuro – ha aggiunto – che tra una decina d’anni potrò finalmente fare un regalo a mia figlia. E pensare questo mi rende già una persona libera e felice».

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psicoterapia

Approcci psicoterapeutici

Posted on 14 febbraio 2011 by admin

Nella nostra esperienza, gli approcci psicoterapeutici all’alcol-tossicodipendenza, sono utili ed efficaci strumenti clinici. Un considerevole numero di studi sostiene l’associazione tra disturbi di personalità, disturbi dell’umore e sviluppo di un disturbo da dipendenza da sostanze. (158) Secondo alcuni studiosi l’abuso di alcol e sostanze stupefacenti può considerarsi in alcuni casi come una sorta di impropria auto-medicazione per il controllo di sintomi psichiatrici disturbanti. (159)
L’elevata incidenza e l’evidente eterogeneità dei disturbi psicopatologici evidenziati tra i soggetti alcol-tossicodipendenti ha indotto numerosi studiosi a proporre approcci terapeutici diversificati, centrati sulle problematiche psichiatriche dell’individuo, piuttosto che sul solo abuso di sostanze. (117)
Tali evidenze cliniche hanno avuto un ruolo importante nello sviluppo di più sofisticate interpretazioni psico-dinamiche delle problematiche connesse all’abuso di alcol e sostanze. L’originaria interpretazione psicoanalitica vedeva in ogni abuso d’alcol e sostanze una regressione allo stadio orale dello sviluppo psicosessuale. Attualmente si propende a considerare la maggior parte degli abusi di sostanze stupefacenti come meccanismi difensivi e adattivi, piuttosto che regressivi. (160-162) Se i primi psicoanalisti dipingevano i tossicodipendenti come degli edonisti alla ricerca del piacere ed inclini all’auto-distruzione, gli psicoanalisti contemporanei interpretano il comportamento tossicomanico, come l’espressione dell’incapacità di prendersi cura di se stessi, Continue Reading

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smettere-di-bere

Non è mai troppo tardi… o forse si

Posted on 14 febbraio 2011 by admin

Gli studi lo dicono chiaramente, se fin dall’adolescenza si assaggiano birra, vino e altri alcolici aumenta il rischio di diventare adulti con dipendenza cronica da alcol. Ed è un fatto neurobiologico. Eppure l’alcol gode di una accettazione sociale e di una popolarità legate alla cultura italiana del bere. Il problema è che con il tempo i giovani hanno adottato modelli di consumo che separano il bere dalla ritualità dei pasti, per associarlo agli effetti che è in grado di esercitare sulle performance personali. Si beve così per sentirsi più sicuri, più loquaci, per facilitare le relazioni interpersonali, per essere più accettati dal gruppo. Ma i rischi sono molti.
L’alcol agisce deprimendo il sistema nervoso centrale: diminuisce cioè l’attività dei neuroni e induce tolleranza e dipendenza, analogamente ai farmaci sedativo-ipnotici (benzodiazepine). L’alcol aumenta la fluidità delle membrane neuronali e modifica il funzionamento di diversi neurotrasmettitori. Se c’è un consumo cronico l’organismo innesca tre meccanismi successivi di compensazione, che gli consentono di tollerare, entro certi limiti, quantità sempre maggiori di alcol.
Dopo 1-2 settimane il fegato incrementa la velocità di metabolizzazione dell’etanolo del 30%, s’instaura così la tolleranza farmacocinetica, o metabolica. Questa modificazione, dovuta all’aumentata produzione di enzimi epatici, insorge molto rapidamente, ma scompare altrettanto in fretta se s’interrompe il consumo di alcol.
Il consumo di alcool dà quindi origine a un diffuso schema di cambiamenti neuro-chimici che causano un indebolimento di alcune capacità cognitive, in particolare, nelle prestazioni che richiedono un rapido e flessibile adattamento comportamentale in risposta a variazioni ambientali. Tale controllo del comportamento coinvolge anche un monitoraggio dei processi in corso in caso di risposte contraddittorie o di risultati erronei. Le analisi psicofisiologiche e la medicina per immagini evidenziano, come una componente importante del circuito di neuroni cui spetta l’azione di controllo, la corteccia cingolata anteriore, partecipi ai processi dell’attenzione. Continue Reading

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Terapie abuso alcol

Posted on 22 novembre 2010 by admin

I trattamenti per l’alcolismo includono programmi di disintossicazione  gestiti da istituzioni mediche. Questi possono richiedere il ricovero di un paio di settimane in reparti ospedalieri specializzati dove possono essere somministrati fermaci per evitare i sintomi dell’astinenza. Dopo la disintossicazione, si usano diverse forme di terapia di gruppo o di psicoterapia , per occuparsi dei problemi sottostanti. Queste terapie possono essere supportate da farmaci quali il Disulfinam (nomi commerciali: Antabuse o Etiltox), che causa un forte e rapido malessere dopo anche la più piccola dose di alcool ingerita. Qualora si riprendesse il consumo di alcol (in presenza di questo farmaco) possono avvenire conseguenze assai gravi e persino la morte.

Un altro programma di trattamento è basato sulla terapia nutrizionale. La maggior parte degli alcolisti accusano problemi nel trattamento degli zuccheri , con resistenza all’insulina, che può essere trattata con una dieta ipoglicemica. L’ipoglicemia causa un livello discontinuo di zuccheri nel sangue ed il relativo apporto al cervello. Ciò coinvolge il comportamento e gli stati emotivi spesso riscontrati fra gli alcolisti in trattamento.

Gli aspetti metabolici dell’alcolismo sono spesso trascurati con conseguenti cattivi risultati di trattamento.

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