Archive | Aspetti sociali

Olanda, se sei ubriaco l’auto si blocca

Olanda, se sei ubriaco l’auto si blocca

Posted on 09 ottobre 2011 by admin

MILANO – L’auto si blocca quando sei ubriaco. Mercoledì scorso il governo olandese ha annunciato che su tutte le vetture delle persone a cui in passato è stata ritirata la patente per guida in stato d’ebbrezza sarà installato un minietilometro. Il dispositivo sarà in grado di bloccare l’auto se chi è alla guida ha il tasso alcolico superiore alla norma. La riforma dovrebbe entrare in vigore il primo dicembre, in tempo per le festività natalizie e per Capodanno, periodo in cui si registrano nei Paesi Bassi numerosi casi di incidenti automobilistici provocati dall’alcol.

 

INSTALLAZIONE - L’alcolock, già sperimentato in Svezia e in alcuni stati dell’Australia, dovrebbe essere montato ogni anno sul cruscotto delle vetture di circa 4000 olandesi: ogni volta che i conducenti vorranno far partire l’automobile dovranno soffiare nell’etilometro. Se il dispositivo indica un livello di alcol nel sangue superiore a 0.2 mg, il motore non si accenderà e chi ha bevuto un bicchiere di troppo sarà costretto ad aspettare che le sue condizioni migliorino prima di mettersi in viaggio. Il conducente dovrà ripetere lo stesso procedimento, a intervalli regolari, mentre è alla guida, così da non potere viaggiare e bere allo stesso tempo. Il minietilometro sarà montato per due anni, con la possibilità che si arrivi a sei anni se il conducente è un bevitore recidivo. Chi non riesce proprio a evitare l’alcol, avrà la patente sospesa e potrà riaverla solo dopo cinque anni. Naturalmente dovrà superare un nuovo esame di guida e dovrà dimostrare di non avere più problemi etilici.

INCIDENTI AUTOSTRADALI - La stretta è stata decisa per evitare che la mattanza sulle strade olandesi raggiunga cifre ancora più preoccupanti. Ogni anno nel paese nordeuropeo muoiono più di 200 persone per incidenti automobilistici causati dell’eccessivo stato alcolico. L’Olanda è la patria di rinomate marche di birra e i cittadini dei Paesi Bassi, secondo una recente classifica, si piazzano al quattordicesimo posto tra i consumatori europei di birra (in media gli olandesi bevono circa un miliardo di litri di birra all’anno). Il ministro dei trasporti Melanie Schultz van Haegen, ideatrice della nuova norma, spera che l’installazione del minietilometro possa far cambiare le abitudini dei suoi concittadini e afferma che gli incidenti potrebbero diminuire fino al 75%: «Anche se avessimo deciso di togliere la patente a tutti coloro che risultano con un tasso alcolico sopra la norma, avremmo ottenuto meno benefici in materia di sicurezza stradale rispetto a quelli che possiamo avere con l’istallazione di questo dispositivo» ha concluso il ministro.

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Alcol: 2,5 Milioni di morti all’anno

Posted on 14 settembre 2011 by admin

Il consumo eccessivo di alcol uccide ogni anno nel mondo 2,5 milioni di persone, e 320mila giovani tra i 15 e 29 anni (pari al 9% di tutte le morti di quella fascia d’eta’) muoiono per cause e malattie collegate all’alcol. A fare il punto della situazione e’ l’Organizzazione mondiale della Sanita’ (Oms) in un documento in vista del prossimo meeting del 19 settembre sulle malattie non contagiose.
I problemi e le malattie indotte dal consumo di questa sostanza sono sempre piu’ diffusi, tanto che e’ il terzo fattore di rischio di malattie nel mondo, il principale nel Pacifico occidentale e nelle Americhe e il secondo in Europa. L’alcol, oltre a causare danni alla salute fisica e psichica, ricorda l’Oms, danneggia anche il benessere e la salute delle persone che vivono attorno a chi beve, che possono rimanere vittima di incidenti stradali e violenze. Il consumo eccessivo di alcol inoltre e’ un fattore di rischio di disturbi neuropsichiatrici, malattie cardiovascolari, cirrosi, vari tumori e infezioni, come hiv, tubercolosi e malattie veneree.
Per porre rimedio a questo problema, l’Oms ha elaborato una strategia che prevede dieci aree di intervento: leadership, consapevolezza e obblighi; risposta dei servizi sanitari; azioni della comunita’; politiche e contromisure sull’alcol alla guida; pubblicita’ delle bevande; politiche di prezzo; riduzione delle conseguenze negative del bere e delle intossicazioni; diminuire l’impatto sulla salute pubblica dell’alcol prodotto illegalmente; monitoraggio e sorveglianza

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Sicurezza stradale: ACI -47% di incidenti stradali

Posted on 11 settembre 2011 by admin

Milano, 9 set. – (Adnkronos) – Tra il 2001 e il 2010 sono diminuiti del 43,7% i decessi provocati da incidenti stradali in Italia. Il dato Aci-Istat e’ stato reso noto in occasione del decennale della morte del pilota di Formula 1 Michele Alboreto, al quale e’ stata oggi dedicata la sala del consiglio della sede milanese. In particolare, secondo il rapporto dell’associazione, in Lombardia le vittime sono risultate complessivamente 603 nel 2009, 77 in meno rispetto al 2008. Anche negli ambiti di singola competenza della Polstrada si e’ riscontrato un graduale calo della sinistrosita’. Vi e’ stata una riduzione degli incidenti. Nel 2010 sono stati 11.298 con 242 morti e 9.582 feriti, nel 2009 sono stati 11.941 con 252 decessi e 9.553 infortunati, nel 2008 sono stati 12.953 con 280 morti e 10.327 feriti.

Anche il primo semestre 2011 ha confermato questo calo degli incidenti, che Aci spiega con “un maggior senso di responsabilita’ dei conducenti e con maggiori controlli”. In riferimento alla citta’ di Milano, la Polizia Locale del Comune ha fornito alcune statistiche che evidenziano come nel capoluogo lombardo si sia raggiunto l’obiettivo fissato a livello europeo di ridurre del 50% le vittime stradali nel decennio 2001 – 2010: si e’ infatti passati dai 112 morti del 2001 ai 56 morti del 2010.

Per quanto concerne l’anno in corso, si sono ad oggi riscontrate 26 vittime. Anche il dato relativo alle violazioni per guida in stato alterato con alcol e droga e’ in diminuzione nel 2010 rispetto agli anni precedenti (1.183 nel 2010, 1.405 nel 2009, 1.596 nel 2008). Le infrazioni rilevate ad oggi nel 2011 sono 614.(segue)

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Droga e alcol sono solo alcuni fattori di rischio

Posted on 31 agosto 2011 by admin

«Non è nostro compito commentare leggi o proposte di legge (come qualla che vuole introdurre il reato di omicidio stradale, ndr.), ma applicare le norme esistenti. Possiamo però affermare che l’as – sunzione di droga e alcol non sono tra le principali cause di incidenti stradali. La percentuale di questo genere di sinistri non raggiunge infatti neppure il 10 per cento». Professionale e obiettivo, il comandante della Polstrada di Taranto, Gianfranco Martorano, lascia ad altri giudizi (o critiche) alla proposta di legge di iniziativa popolare che la Destra di Storace presenterà ai due rami del Parlamento dopo aver raccolto le firme dei cittadini. Per Martorano contano i fatti. E benché il comandante della Polstrada non sia ancora in grado, per insufficienza di dati, di tracciare un bilancio complessivo delle morti sulle strade di Taranto e provincia dall’inizio dell’estate e, soprattutto, di raffrontarlo alle cifre dello scorso anno, è già consapevole che non sono stati affatto pochi i sinistri stradali negli ultimi mesi.

«I tre più recenti incidenti – dice il comandante – sono tutti stati mortali. E due di questi hanno registrato il coinvolgimento di motociclisti a bordo di mezzi di grossa cilindrata che dovrebbero essere guidati con particolare cautela». Una “cautela” che purtroppo gli agenti della Polizia stradale di Taranto addetti ai rilievi stradali sul posto, non sempre ravvisano. Anzi: «Nella maggior parte dei casi a provocare l’incidente, e a determinarne la sua gravità, è proprio l’alta velocità. Le moto sportive e di grossa cilindrata – insiste Martorano – non dovrebbero essere portate con superficialità e, soprattutto, non sarebbe il caso di spingere l’acceleratore fino a dove permettono, perché non sono mezzi da strada».

Insomma, a provocare la maggior parte dei sinistri non sono solo alcol e droga ma anche e soprattutto le condotte di guida: «Comportamenti niente affatto corretti vanno assolutamente modificati, altrimenti continueranno ad essere causa di gravi sinistri»

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Alcool: prima causa di morte per i giovani

Posted on 30 maggio 2011 by admin

Il primo bicchiere? Mescolato spesso con succo frutta appena dopo le elementari, poi l’abitudine all’alcol cresce con cocktail, superalcolici o birra alle medie superiori e all’università: ubriacarsi è sempre più frequente tra gli adolescenti, soprattutto le ragazze, ma riguarda anche molti anziani, come confermano i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, diffusi ad aprile in occasione dell’Alcohol Prevention Day.

A preoccupare sono i numeri: l’alcolismo riguarda in Italia circa 1 milione e mezzo di persone e, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è responsabile nel mondo di 2 milioni e mezzo di morti ogni anno, il 4% di tutti i decessi. L’alcol è la prima causa di morte tra i giovani fino a 24 anni e nella penisola sono almeno 30.000 l’anno i decessi per cause correlate a questa sostanza, tra incidenti stradali (il 30 per cento causato da alcol) e malattie, quali cirrosi epatica, pancreatite, tumori, aumento della pressione arteriosa.

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Quando l’alcol rende schiavi

Posted on 30 maggio 2011 by admin

«Il coraggio e la ripresa», recitava così il titolo del convegno voluto e organizzato dall’Acat Langhirano, Associazione Clubs alcolisti in trattamento, in collaborazione con Comune di Langhirano, Provincia, Comunità montana Unione Comuni Parma Est, Ausl, Sert che si è svolto nei giorni scorsi a Langhirano al Teatro Aurora.

Una giornata speciale che ha riunito quasi 200 persone tra i soci emiliano-romagnoli e i loro famigliari, utile per offrire esempi di riscatto e speranza, per invitare a lasciare abitudini insane e pericolose che spesso finiscono per sconvolgere l’equilibrio della persona e del suo contesto famigliare e sociale. Si è parlato di dipendenze, di ricadute, di forza e di libertà. All’appuntamento hanno voluto presenziare autorità, medici e tecnici: Giuseppe Nardini, Roberto Simoni, Stefano Bovis, Giordano Bricoli, Marcella Saccani, Massimo Fabi, Rita Cavazzini, Giuliano Giucastro, Cristiana Di Gennaro; a moderare l’incontro Rocco Caccavari. Il «coraggio»: per programmare e iniziare un nuovo cammino pulito. E la «ripresa»: come una nuova luce, dopo il buio triste di un cammino assente, vuoto e pericoloso.

Il cuore della giornata è stato senz’altro rappresentato dalle numerose testimonianze che i presenti hanno condiviso. L’alcol come traditore, che prima seduce e pare alleggerire la vita e poi distrugge e getta nella disperazione. Dai racconti di chi si è liberato dall’impietoso aguzzino emergono elementi ricorrenti: la bottiglia che allontana dai figli, il bicchiere che manda in tilt la capacità di comprendere il mondo e se stessi, il torpore della ragione e l’incapacità di mantenere rapporti con amici e famigliari.

«All’inizio ti illudi di poter smettere quando vuoi – ha spiegato un ragazzo -. Non è così. Quando ci si accorge di avere un problema di dipendenza da soli non si riesce a risolverlo. L’Acat è stato e continua a essere un luogo in cui ritrovare insieme la forza».

«Non ho mai provato vergogna per il mio problema – ha raccontato una donna -. L’unica preoccupazione era quella di venirne fuori. Con l’aiuto del club mi sono riscoperta forte e mi è tornata la voglia di fare». In alcune realtà bere vino fa parte del quotidiano vivere, ma spesso da abitudine si trasforma in dipendenza. «Io vengo da una famiglia contadina – ha spiegato un uomo -. La nostra colazione era: caffè d’orzo, vino rosso, pane e zucchero. Il vino si beveva a merenda, a pranzo, a cena. E’ quasi una cultura. Ma un giorno mi sono accorto che bevevo decisamente troppo». Tanti anche i giovani che, anziché bere ogni giorno, esagerano nel fine settimana e lentamente si perdono.

«Io bevevo nei weekend – ha ammesso un ragazzo -. Non potevo continuare così. Parlare con chi ha avuto i miei stessi problemi è stato fondamentale. Continuo a frequentare ancora il gruppo di Langhirano, nonostante il mio problema sia risolto. Ci vado perché sento che mi fa bene e per recuperare il mio benessere». Ogni storia aggiunge qualcosa di utile in più agli altri per trovare la forza di uscire dal problema, come quella di un altro uomo che ha confidato: «Come gratifica personale, ogni sera, prendo 10 euro e li butto dietro l’armadio della mia camera invece di andarli a bere. Sono sicuro – ha aggiunto – che tra una decina d’anni potrò finalmente fare un regalo a mia figlia. E pensare questo mi rende già una persona libera e felice».

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Bere per ubriacarsi, il binge drink

Posted on 19 febbraio 2011 by admin

Il binge drinking, usanza diffusa maggiormente in nord Europa, consiste nell’assunzione di alcolici fuori dai pasti, con l’obiettivo di ubriacarsi. Il Ministero della Salute, attraverso un analisi, parla di un aumento sensibile dell’utilizzo di alcol fuori dai pastiA essere maggiormente attratte dall’alcol sarebbero le ragazze al di sotto dei 16 anni. Il problema risulta così grave che il Ministero della Salute ha fatto sapere che saranno attuati«interventi gender oriented che tengano conto della specificità del caso». Negli ultimi quindici anni si è registrata una triplicazione delle cifre per quanto riguarda l’abuso di alcol da parte delle ragazze. I motivi che portano a bere, dice la ricerca, sono quello di “divertirsi”, ma una percentuale significativa di giovani ammette di bere per sentirsi più grandeo perché i propri amici lo fanno.

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Alcol, la droga più dannosa per la società

Posted on 04 febbraio 2011 by admin

MILANO – L’alcol è più dannoso per la salute di cocaina, cannabis o ecstasy ed è lo “stupefacente” più nocivo in relazione al suo impatto sulla società. Lo afferma uno studio pubblicato sulla rivista inglese Lancet, che riporta i risultati di una ricerca condotta da David Nutt, l’ex consigliere del governo laburista per la lotta alla droga, suggerisce che il danno complessivo prodotto dagli alcolici batte quello di crack e eroina e richiede dunque strategie coraggiose sul fronte della sanità pubblica.
VOTA – Alcol, la droga più dannosa: sei d’accordo?

COMITATO INDIPENDENTE – Lo studio riapre il dibattito sulla classificazione degli stupefacenti in Gran Bretagna e sulla necessità di una campagna contro l’alcolismo. Se le droghe fossero classificate per il danno che producono, sostengono Nutt e i suoi colleghi dell’Independent Scientific Committee on Drugs, gli alcolici dovrebbero rientrare nella categoria “A”, con l’eroina e il crack. Nella classificazione su una scala di pericolosità da 1 a 100 l’alcol è a quota 72, l’eroina a 55 e il crack a 54. Gli alcolici sono tre volte più dannosi della cocaina (27) e del tabacco (26), si legge sulla rivista scientifica, mentre i danni dell’ecstasy (9) sono appena un ottavo al pari degli steroidi e prima dell’Lsd (7) e dei funghi allucinogeni (5). Nutt è stato licenziato lo scorso anno dall’allora ministro dell’Interno Alan Johnson per aver contestato la posizione del governo contraria a una revisione della classificazione degli stupefacenti. Il Comitato indipendente continua a chiedere che la marijuana resti droga di categoria “C” e che l’ecstasy sia spostata dalla classe “A” sulla base di un giudizio di minor pericolosità rispetto ad altre droghe. «È interessante notare che le due droghe legali in classifica sono in testa alla nostra scala di valutazione: un fatto che indica che le droghe legali provocano almeno altrettanti danni di quelle illegali» ha detto Nutt. Secondo stime dell’Oms i rischi legati all’alcol causano 2,5 milioni di morti all’anno per malattie cardiache o epatiche, incidenti stradali, suicidio e cancro, pari al 3,8 per cento di tutte le morti.

SITUAZIONE IN ITALIA – Nel nostro Paese le morti attribuibili all’alcol sono fra le 21 e le 25mila all’anno, contro alcune centinaia di morti per droga. Lo spiega Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto Superiore di Sanità e presidente della SIA, la Società italiana alcologia. L’analisi di Nutt è condivisa dallo studioso che definisce l’alcol una «droga ponte» verso altre sostanze. I nuovi bevitori a rischio in Italia si differenziano dal resto della popolazione italiana che consuma alcol (56,7% del totale) perché sono giovani, uno su tre ha meno di 24 anni, sono soprattutto maschi e vivono nelle regioni del Nord. A disegnare questo identikit è il rapporto 2009 Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) dell’Istituto Superiore di Sanità. Da 10 anni, spiega Scafato, si è cominciato a parlare di “binge drinking”: si assumono sei o più unità alcoliche in un’unica occasione (un’unità è pari a una lattina di birra o a un bicchiere di vino), ma, a suo parere, non si è colto il reale pericolo dell’impatto culturale di un modello del bere che ha portato alla diffusione di questa pratica tra i giovani. Secondo i dati, il 36% dei giovani tra i 18 e i 24 anni è considerato bevitore a rischio, mentre questa percentuale scende al 25% tra i 25 e i 34 anni. L’alcol, secondo l’esperto, «è una “gateway drug”, una droga ponte che traghetta attraverso i suoi effetti psicotropi i giovani, prima verso la commistione di superalcolici con energy drink, per risollevarsi nel tono quando cala la prima euforia, e poi alle droghe sintetiche e alla cocaina, per superare la fase di “down” che causano queste sostanze. Pesantissimo anche il bilancio economico: le malattie legate all’alcol (cirrosi del fegato, diabete mellito, malattie neuropsichiatriche, problemi di salute materno-infantile) costano l’1% del Prodotto interno lordo di un Paese a medio e alto reddito.

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Emergenza alcol e giovani

Emergenza alcol e giovani

Posted on 27 gennaio 2011 by admin

Si inoltra una lettera al Dr. Severgnini dall’Osservatorio permanente giovani e alcool

Caro Severgnini,
le notizie sul Corriere della Sera del 18 gennaio, che riportano un caso avvenuto proprio nella sua Crema – giovanissimi dediti allo sballo alcolico, una ragazza in crisi respiratoria grave – non sono confortanti, e confermano alcune conclusioni cui l’Osservatorio permanente sui giovani e l’alcool è giunto sulla base delle ricerche effettuate con un approccio di tipo bio-psico-sociale.
Pur in un quadro generale di diminuzione del consumo di alcol, resiste e si consolida il fenomeno dello sballo fra i giovani; la causa? La globalizzazione anche nel campo dell’alcol, con un allineamento dei giovani italiani a comportamenti tipici dei Paesi nordici. E, insieme, la crisi del tradizionale ruolo della famiglia, luogo di un incontro controllato e progressivo al piacere di un bere moderato. Davvero non stupisce che la famiglia, fra i tanti pezzi che progressivamente perde in quella che viene definita «emergenza educativa», perda pure quello di garante di un corretto approccio all’alcol. Cause complesse come queste richiedono risposte anche esse complesse. Continue Reading

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etilometro

Metà incidenti stradali abuso alcool

Posted on 13 dicembre 2010 by admin

Quasi la metà degli incidenti stradali in Europa è imputabile all’a lcol: tra il 40 e il 55% del totale, secondo il Paese. In Italia 9 conducenti ubriachi su 10 sono uomini e uno su tre ha meno di 28 anni, ma il fenomeno è in aumento soprattutto tra le donne (+2% dal 2000). Quisti i dati del rapporto della Fondazione ACI “Filippo Caracciolo”, presentato nella giornata inaugurale del terzo Forum Internazionale delle Polizie Locali, organizzato dall’Automobile Club d’Italia a Riva del Garda (TN).
“I momenti più a rischio – spiegano – sono la notte (58% degli incidenti) e il weekend (54%). L’attività di vigilanza da parte delle Forze dell’Ordine italiane è fortemente cresciuta: i controlli anti-alcol sono aumentati del 460% sulle strade negli ultimi tre anni, superando quota 1,4 milioni, ma c’è ancora tanto da fare se si pensa che sono stati fermati finora solo il 4% dei guidatori patentati e ci sono solo 1,7 etilometri per provincia”. Continue Reading

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